
Come ogni anno, il 28 aprile si celebra la Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro – ILO. Questa giornata rappresenta un’occasione importante per ribadire l’importanza delle tematiche relative alla prevenzione di infortuni, malattie professionali e al benessere psicosociale sul luogo di lavoro.
L’edizione 2026, dal titolo “Promuoviamo un ambiente di lavoro salutare per il benessere psicosociale”, sarà incentrata sulla promozione di un luogo di lavoro che tuteli il benessere dei lavoratori, attraverso una corretta gestione di carichi, ruoli, tempi e relazioni, al fine di ridurre i livelli di stress e prevenire altri rischi legati a salute, sicurezza e prestazioni.
840.000 decessi all’anno collegati ai rischi psicosociali sul lavoro
In occasione del 28 aprile, l’ILO ha condiviso un importante rapporto mondiale incentrato sulla prevenzione, analizzando i fattori psicosociali su tre livelli distinti:
- il lavoro stesso;
- la gestione e l’organizzazione del lavoro;
- le politiche, le pratiche e le procedure più ampie che governano il lavoro.
La stima di oltre 840.000 decessi annui si basa su due fonti principali: da un lato i dati sulla diffusione globale di cinque rischi psicosociali sul lavoro (stress lavorativo, squilibrio sforzo–ricompensa, insicurezza occupazionale, orari prolungati, bullismo e molestie), dall’altro studi scientifici che dimostrano il loro impatto sull’aumento del rischio di malattie gravi come patologie cardiache, ictus e disturbi mentali, incluso il suicidio.
Questi livelli di rischio sono stati poi applicati ai dati più recenti su mortalità e salute globale dell’OMS e del Global Burden of Disease, permettendo di stimare sia i decessi sia gli anni di vita persi in buona salute.
L’approccio ha inoltre consentito di quantificare i costi economici, includendo perdite di produttività e impatto sul PIL. Il rapporto evidenzia infine che tali rischi sono associati a numerose condizioni di salute, tra cui depressione, ansia, malattie metaboliche, disturbi muscoloscheletrici e del sonno.
Qual è l’approccio del Gruppo Gesa al benessere psicosociale dei propri collaboratori?
Se i dati dell’ILO evidenziano come lo stress, l’insicurezza lavorativa e altri fattori psicosociali possano incidere in modo rilevante sulla salute delle persone, è altrettanto evidente quanto le aziende possano giocare un ruolo decisivo nella prevenzione.
È in questo scenario che si inserisce l’approccio di Gruppo Gesa, che promuove un modello di welfare aziendale centrato sul benessere quotidiano dei lavoratori a 360°.
Attraverso un approccio olistico alla CSR, il Gruppo Gesa promuove un concetto di welfare aziendale completo, in cui la tutela della salute dei propri collaboratori non riguarda esclusivamente gli aspetti fisici, ma anche quelli psicologici, relazionali e organizzativi del lavoro quotidiano. In quest’ottica, il benessere psicosociale viene sostenuto anche mediante la creazione di spazi e servizi che esulano dalla dimensione prettamente lavorativa, ma che contribuiscono a migliorare i momenti passati in azienda.
La presenza di un’area lettura, ad esempio, per stimolare la crescita personale e culturale, offrendo altresì ai “dipendenti-studenti” la possibilità di fermarsi per portare vanti i propri studi oltre l’orario lavorativo. L’area fitness, invece, favorisce la cura della salute fisica, con benefici anche sul piano mentale. Queste sono solo due delle iniziative dedicate al benessere dei dipendenti: un benessere che si costruisce a partire dagli spazi aziendali fino a includere anche i momenti al di fuori dell’attività lavorativa.

Come ogni anno, il 28 aprile si celebra la Giornata Mondiale per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro, promossa dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro – ILO. Questa giornata rappresenta un’occasione importante per ribadire l’importanza delle tematiche relative alla prevenzione di infortuni, malattie professionali e al benessere psicosociale sul luogo di lavoro.
L’edizione 2026, dal titolo “Promuoviamo un ambiente di lavoro salutare per il benessere psicosociale”, sarà incentrata sulla promozione di un luogo di lavoro che tuteli il benessere dei lavoratori, attraverso una corretta gestione di carichi, ruoli, tempi e relazioni, al fine di ridurre i livelli di stress e prevenire altri rischi legati a salute, sicurezza e prestazioni.
840.000 decessi all’anno collegati ai rischi psicosociali sul lavoro
In occasione del 28 aprile, l’ILO ha condiviso un importante rapporto mondiale incentrato sulla prevenzione, analizzando i fattori psicosociali su tre livelli distinti:
- il lavoro stesso;
- la gestione e l’organizzazione del lavoro;
- le politiche, le pratiche e le procedure più ampie che governano il lavoro.
La stima di oltre 840.000 decessi annui si basa su due fonti principali: da un lato i dati sulla diffusione globale di cinque rischi psicosociali sul lavoro (stress lavorativo, squilibrio sforzo–ricompensa, insicurezza occupazionale, orari prolungati, bullismo e molestie), dall’altro studi scientifici che dimostrano il loro impatto sull’aumento del rischio di malattie gravi come patologie cardiache, ictus e disturbi mentali, incluso il suicidio.
Questi livelli di rischio sono stati poi applicati ai dati più recenti su mortalità e salute globale dell’OMS e del Global Burden of Disease, permettendo di stimare sia i decessi sia gli anni di vita persi in buona salute.
L’approccio ha inoltre consentito di quantificare i costi economici, includendo perdite di produttività e impatto sul PIL. Il rapporto evidenzia infine che tali rischi sono associati a numerose condizioni di salute, tra cui depressione, ansia, malattie metaboliche, disturbi muscoloscheletrici e del sonno.
Qual è l’approccio del Gruppo Gesa al benessere psicosociale dei propri collaboratori?
Se i dati dell’ILO evidenziano come lo stress, l’insicurezza lavorativa e altri fattori psicosociali possano incidere in modo rilevante sulla salute delle persone, è altrettanto evidente quanto le aziende possano giocare un ruolo decisivo nella prevenzione.
È in questo scenario che si inserisce l’approccio di Gruppo Gesa, che promuove un modello di welfare aziendale centrato sul benessere quotidiano dei lavoratori a 360°.
Attraverso un approccio olistico alla CSR, il Gruppo Gesa promuove un concetto di welfare aziendale completo, in cui la tutela della salute dei propri collaboratori non riguarda esclusivamente gli aspetti fisici, ma anche quelli psicologici, relazionali e organizzativi del lavoro quotidiano. In quest’ottica, il benessere psicosociale viene sostenuto anche mediante la creazione di spazi e servizi che esulano dalla dimensione prettamente lavorativa, ma che contribuiscono a migliorare i momenti passati in azienda.
La presenza di un’area lettura, ad esempio, per stimolare la crescita personale e culturale, offrendo altresì ai “dipendenti-studenti” la possibilità di fermarsi per portare vanti i propri studi oltre l’orario lavorativo. L’area fitness, invece, favorisce la cura della salute fisica, con benefici anche sul piano mentale. Queste sono solo due delle iniziative dedicate al benessere dei dipendenti: un benessere che si costruisce a partire dagli spazi aziendali fino a includere anche i momenti al di fuori dell’attività lavorativa.